Poesie di Natale italiane e internazionali più famose

Poesie di Natale: da Rodari a Ungaretti, a Quasimodo

Che Natale sarebbe senza le poesie di Natale?
Il Natale è considerata la festa più importante in Italia perché si celebra per tradizione la nascita di Gesù descritta dagli evangelisti Matteo e Luca nel Vangelo.

    Poesie di Natale: da Rodari a Ungaretti, a Quasimodo

    Mentre nelle case fervono i preparativi per l’albero e le tavole imbandite, i ragazzi a scuola preparano a memoria le poesie di Natale. Se da un lato è importante mantenere viva la tradizione per la quale i bambini e i ragazzi decantano la poesia di fronte a genitori e parenti, dall’altro è un’occasione per stimolare la memoria.

    Poesie di Natale italiane

    Le poesie di Natale italiane vantano scrittori celebri, che hanno scritto la storia della poesia italiana proponendo il Natale come evento di amore, pace e meditazione. Ne riportiamo alcune tra le più conosciute:

    La cometa
    Gianni Rodari (1888-1970)

    Sono la Cometa
    di Natale.
    Ardo nel firmamento;
    illumino i presepi;
    riposo sulle punte degli abeti;
    prometto pace alla terra
    e doni ai bimbi buoni.
    Ma voi mi fate certe confusioni!
    Perché, con tutta la vostra scienza,
    non avete ancora scoperto
    che di bimbi cattivi non ce n’è?

    Natale
    Giuseppe Ungaretti (1888-1970)

    Non ho voglia di tuffarmi
    in un gomitolo di strade
    Ho tanta stanchezza
    sulle spalle
    Lasciatemi cosi
    come una cosa posata
    in un angolo
    e dimenticata
    Qui non si sente altro
    che il caldo buono
    Sto con le quattro
    capriole di fumo
    del focolare

    A Gesù Bambino
    Umberto Saba (1883-1957)

    La notte è scesa
    e brilla la cometa
    che ha segnato il cammino.
    Sono davanti a Te, Santo Bambino!
    Tu, Re dell’universo,
    ci hai insegnato
    che tutte le creature sono uguali,
    che le distingue solo la bontà,
    tesoro immenso,
    dato al povero e al ricco.
    Gesù, fa’ ch’io sia buono,
    che in cuore non abbia che dolcezza.
    Fa’ che il tuo dono
    s’accresca in me ogni giorno
    e intorno lo diffonda,
    nel Tuo nome.

    Nella notte di Natale
    Umberto Saba (1883-1957)

    Io scrivo nella mia dolce stanzetta,
    d’una candela al tenue chiarore,
    ed una forza indomita d’amore
    muove la stanca mano che si affretta.
    Come debole e dolce il suon dell’ore!
    Forse il bene invocato oggi m’aspetta.
    Una serenità quasi perfetta
    calma i battiti ardenti del mio cuore.
    Notte fredda e stellata di Natale,
    sai tu dirmi la fonte onde zampilla
    Improvvisa la mia speranza buona?
    È forse il sogno di Gesù che brilla
    nell’anima dolente ed immortale
    del giovane che ama, che perdona?

    Il presepe
    Salvatore Quasimodo (1901-1968)

    Natale. Guardo il presepe scolpito,
    dove sono i pastori appena giunti
    alla povera stalla di Betlemme.
    Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
    salutano il potente Re del mondo.

    Pace nella finzione e nel silenzio
    delle figure di legno: ecco i vecchi
    del villaggio e la stella che risplende,
    e l’ asinello di colore azzurro.

    Pace nel cuore di Cristo in eterno;
    ma non v’ è pace nel cuore dell’ uomo.
    Anche con Cristo e sono venti secoli
    il fratello si scaglia sul fratello.
    Ma c’ è chi ascolta il pianto del bambino
    che morirà poi in croce fra due ladri?

    Natale
    Guido Gozzano (1883-1916)

    La pecorina di gesso,
    sulla collina in cartone,
    chiede umilmente permesso
    ai Magi in adorazione.

    Splende come acquamarina
    il lago, freddo e un po’ tetro,
    chiuso fra la borraccina,
    verde illusione di vetro.
    Lungi nel tempo, e vicino
    nel sogno (pianto e mistero)
    c’è accanto a Gesù Bambino,
    un bue giallo, un ciuco nero.

    Il pellerosse nel presepe
    Gianni Rodari (1920-1980)

    Il pellerossa con le piume in testa
    e con l’ascia di guerra in pugno stretta,
    com’e’ finito tra le statuine del presepe,
    pastori e pecorine, e l’asinello, e i maghi sul cammello,
    e le stelle ben disposte, e la vecchina delle caldarroste?
    Non è il tuo posto, via! Toro seduto:
    torna presto di dove sei venuto.
    Ma l’indiano non sente. O fa l’indiano.
    Ce lo lasciamo, dite, fa lo stesso?
    O darà noia agli angeli di gesso?
    Forse è venuto fin qua,
    ha fatto tanto viaggio,
    perché ha sentito il messaggio:
    pace agli uomini di buona volontà.

    L’Abete di Natale
    Gianni Rodari (1920-1980)

    Chi abita sull’abete
    tra i doni e le comete?
    C’ è un Babbo Natale
    alto quanto un ditale.
    Ci sono i sette nani,
    gli indiani, i marziani.
    Ci ha fatto il suo nido
    perfino Mignolino.
    C’è posto per tutti,
    per tutti c’è un lumino
    e tanta pace per chi la vuole
    per chi da che la pace
    scalda anche più del sole

    Platani di Natale
    Gianni Rodari (1920-1980)

    Dove sono i bambini
    che non hanno l’albero di Natale
    con la neve d’argento, i lumini e i frutti di cioccolata?
    Presto, adunata, si va sul Pianeta degli alberi di Natale,
    io so dove sta.
    Qui gli alberi della foresta,
    illuminati a festa,
    sono carichi di doni.
    Crescono sulle siepi i panettoni,
    i platani del viale
    sono platani di Natale

    Natale metropolitano
    Eugenio Montale (1896-1981)

    Un vischio, fin dall’infanzia sospeso grappolo
    di fede e di pruina sul tuo lavandino
    e sullo specchio ovale ch’ora adombrano
    i tuoi ricci bergére fra santini e ritratti
    di ragazzi infilati un po’ alla svelta
    nella cornice, una caraffa vuota,
    bicchierini di cenere e di bucce,
    le luci di Mayfair, poi a un crocicchio
    le anime, le bottiglie che non seppero aprirsi,
    non più guerra né pace, il tardo frullo
    di un piccione incapace di seguirti
    sui gradini automatici che ti slittano in giù…

    I Magi
    Gabriele D’Annunzio

    Una luce vermiglia
    risplende nella pia
    notte e si spande via
    per miglia e miglia e miglia.
    O nova meraviglia!
    O fiore di Maria!
    Passa la melodia
    e la terra s’ingiglia.
    Cantano tra il fischiare
    del vento per le forre,
    i biondi angeli in coro;
    ed ecco Baldassarre
    Gaspare e Melchiorre,
    con mirra, incenso ed oro.

    Generoso Natale
    Alda Merini (1931-2009)

    Oh, generoso Natale di sempre!
    Un mitico bambino
    che viene qui nel mondo
    e allarga le braccia
    per il nostro dolore.
    Non crescere, bambino,
    generoso poeta
    che un giorno tutti chiameranno Gesù.
    Per ora sei soltanto
    un magico bambino
    che ride della vita
    e non sa mentire.

    La notte di Natale
    di Diego Valeri (1887-1976)

    Mamma, chi è che nella notte canta questo canto divino?
    Caro, è una Mamma poveretta e santa che culla il suo bambino.
    Mamma, m’è parso di sentire un suon come di ciaramella…
    Sono i pastori, mio piccino buono, che van dietro alla stella
    Mamma, c’è un batter d’ali, un sussurrare di voci intorno intorno…
    Sono gli angeli discesi ad annunciare il benedetto giorno.
    Mamma, il cielo si schiara e si colora, come al levar del sole…
    Splendono i cuori degli uomini; è l’aurora del giorno dell’amore.

    Le poesie di Natale internazionali

    Festeggiamenti e tanta allegria. Ecco cos’è il Natale nel mondo e le poesie sono il corollario per questa vacanza in famiglia che celebra la nascita di Gesù Cristo. Ogni persona si prepara per una giornata luminosa e adulti e bambini imparano poesie di Natale per leggerle sotto l’albero.
    Autori provenienti dai diveri continenti hanno omaggiato la festività più famosa con splendide poesie. Eccone alcune:

    Alla vigilia di Natale
    Bertolt Brecht (1898-1956, Germania)

    Oggi siamo seduti, alla vigilia
    di Natale, noi, gente misera,
    in una gelida stanzetta,
    il vento corre fuori, il vento entra.
    Vieni, buon Signore Gesù, da noi, volgi lo sguardo:
    perché tu ci sei davvero necessario.

    Una stella sulla strada di Betlemme
    Boris Pasternak (1890-1960, Russia)

    Era inverno
    e soffiava il vento della steppa.
    Freddo aveva il neonato nella grotta
    sul pendio del colle.
    L’alito del bue lo riscaldava.

    Animali domestici stavano nella grotta.
    Sulla culla vagava un tiepido vapore.
    Dalle rupi guardavano
    assonnati i pastori
    gli spazi della mezzanotte.

    E li accanto, sconosciuta prima d’allora,
    più modesta di un lucignolo
    alla finestrella di un capanno,
    tremava una stella
    sulla strada di Betlemme.

    Lascia che ogni giorno sia Natale
    Norman W. Brooks (1923-2002, Canada)

    Il Natale è per sempre, non solo per un giorno,
    per amare, condividere, dare, non devono essere riposti
    come campane, luci e orpelli, in qualche scatola su uno scaffale.
    Il bene che fai per gli altri è buono che fai a te stesso.
    Pace sulla Terra, buona volontà agli uomini,
    pensieri gentili e parole di allegria,
    sono cose che dovremmo usare spesso
    e non solo una volta all’anno.
    Ricorda anche il Cristo-bambino, cresciuto per essere un uomo;
    nasconderlo in una culla, non è il piano del nostro caro Signore.
    Quindi mantieni lo spirito natalizio, condividilo con altri vicini e vicini,
    di settimana in settimana e di mese in mese, durante tutto l’anno!

    Avvento
    Rainer Maria Rilke (1875-1926, Germania)

    Il vento spinge gli stormi di fiocchi nella foresta invernale
    come un pastore
    e molti abeti sospettano quanto presto
    diventerà pio e sacro di luci.
    E ascolta fuori:
    stende i rami verso i sentieri bianchi – pronta
    e respinge il vento e cresce contro
    l’unica notte di gloria.

    Il canto della Vergine
    Lope de Vega (1562-1635, Spagna)

    Tra le palme volando,
    angeli santi,
    fermate i rami,
    che il mio bimbo dorme.
    Voi palme di Betlem,
    che irosi muovono
    i furiosi venti
    risuonanti:
    il frastuono sedate,
    fate piano,
    fermate i rami
    ché il mio bimbo dorme.
    Il pargolo divino
    s’è sfinito
    a piangere chiedendo
    in terra pace:
    quietar vuole nel sonno
    il lungo pianto.
    Angeli santi
    che volando andate,
    fermate i rami
    ché il mio bimbo dorme.

    Dov’è la pace?
    Mahatma Gandhi (1869-1948, India)

    Quando sento cantare:
    “Gloria a Dio e Pace sulla terra”
    mi domando dove oggi
    sia resa gloria a Dio
    e dove sia pace sulla terra.
    Finchè la pace
    sarà una fame insaziata
    a finchè non avremo sradicato
    dalla nostra civiltà la violenza,
    il Cristo non sarà nato.

    Natale, un giorno
    Hirokazu Ogura (1960, Giappone)

    Perché
    dappertutto ci sono cosi tanti recinti?
    In fondo tutto il mondo e un grande recinto.
    Perché
    la gente parla lingue diverse?
    In fondo tutti diciamo le stesse cose.
    Perché
    il colore della pelle non e indifferente?
    In fondo siamo tutti diversi.
    Perché
    gli adulti fanno la guerra?
    Dio certamente non lo vuole.
    Perché
    avvelenano la terra?
    Abbiamo solo quella.
    A Natale – un giorno – gli uomini andranno d’accordo in tutto il mondo.
    Allora ci sarà un enorme albero di Natale con milioni di candele.
    Ognuno ne terrà una in mano, e nessuno riuscirà a vedere l’enorme albero fino alla punta.
    Allora tutti si diranno “Buon Natale!” a Natale, un giorno.

    Luce, Pace, Amore
    Laurence Housman (1865 – 1959, Regno Unito)

    La pace guardò in basso
    e vide la guerra,
    “Là voglio andare” disse la pace.
    L’amore guardò in basso
    e vide l’odio,
    “Là voglio andare” disse l’amore.
    La luce guardò in basso
    e vide il buio,
    “Là voglio andare” disse la luce.
    Così apparve la luce
    e risplendette.
    Così apparve la pace
    e offrì riposo.
    Così apparve l’amore
    e portò vita.

    Natale
    Henry Wadsworth Longfellow (1807 – 1882, Stati Uniti)

    Nebbia natalizia tutt’intorno
    Le campane ronzano nell’oscurità,
    e con esse in armonia risuonano le parole:
    “Pace in terra e felicità a tutti!”
    Ho sentito come in questo giorno, La
    vita delle città e dei villaggi che si
    uniscono, suona il richiamo:
    “Pace in terra e felicità a tutti!”

    Luce, Pace, Amore
    Laurence Housman (1865 – 1959, Regno Unito)

    La pace guardò in basso
    e vide la guerra,
    “Là voglio andare” disse la pace.
    L’amore guardò in basso
    e vide l’odio,
    “Là voglio andare” disse l’amore.
    La luce guardò in basso
    e vide il buio,
    “Là voglio andare” disse la luce.
    Così apparve la luce
    e risplendette.
    Così apparve la pace
    e offrì riposo.
    Così apparve l’amore
    e portò vita.

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